Tokyo2020 negato: La crisi esistenziale del Comitato Paralimpico Sammarinese sta a zero 

Le problematiche di collocazione e di riconoscimento del Comitato Paralimpico Sammarinese (CPS) nel panorama sportivo sammarinese, vanno affrontate con chi di dovere confrontandosi civilmente e non di certo tenendo in ostaggio le aspirazioni sportive degli atleti sammarinesi con disabilità, perchè negare loro la possibilità di partecipare a competizioni internazionali è un atto gravissimo, peraltro reiterato, si tratta di una discriminazione del tutto immorale che va ben oltre il fattore antisportivo: è la negazione di un Diritto.
La scontentezza, i nervi e le paturnie esistenziali del CPS, in questo caso, stanno a zero.  

Mai avremmo immaginato che la protervia potesse arrivare a tanto: Dopo Rio2016 anche l’accesso a Tokyo2020 è off limits per gli atleti sammarinesi con disabilità. Un fatto inqualificabile quello di negare nuovamente ad atleti con disabilità la possibilità, il sogno e appunto il Diritto di partecipare a competizioni internazionali di assoluto prestigio quali le Paralimpiadi.

Era già successo ai precedenti Giochi di Rio de Janeiro: anche in quell’occasione l’attuale Dirigenza oppose lo stesso diniego motivando prima la decisione con il mancato raggiungimento dei risultati minimi per la qualificazione, poi, dopo che l’Associazione scrivente rivelò la corrispondenza con il Comitato Paralimpico Internazionale nella quale si dimostrava che l’assenza di tale requisito non impediva la partecipazione, il CPS arrampicandosi goffamente sugli specchi, ripiegò adducendo quale giustificazione il fatto che non riteneva opportuno prendere parte a una Paralimpiade rischiando di arrivare tra le ultime posizioni (alla faccia dello spirito decoubertiano, del fair play e di altri valori morali che chi lo ha condotto negli ultimi due quadrienni olimpici sostiene a parole di incarnare e promuovere).

La storia a dir poco vergognosa si ripete, purtroppo, senza che vi siano ragioni minimamente plausibili: A farne le spese un altro atleta sammarinese con disabilità, Ruggero Marchetti, al quale, oltre allo sdegno per la miserabile discriminazione subita, esprimiamo totale vicinanza e solidarietà a lui, alla sua famiglia e al suo staff tecnico.

Il rammarico da parte di Attiva-Mente è particolarmente sentito e profondo in quanto il CPS è un Progetto da noi ideato, fondato, sostenuto e fatto camminare con le proprie gambe…peccato averlo poi averlo affidato a chi non lo meritava.

Riteniamo che gli attuali soci, posto che ne esista ancora qualcuno, dovrebbero quantomeno mettersi una mano sulla coscienza, chiedersi quanto sia coerente questa vicenda con i principi statutari e pretendere chiarimenti dalla Dirigenza in merito a questo atteggiamento latitante e distruttivo.

Il CPS ha il dovere morale di spiegare le ragioni di certi abominevoli comportamenti. Non sono certo i personalismi la soluzione ai problemi.

Il Consiglio Direttivo dell'Associazione Attiva-Mente, infine, chiede alle Autorità competenti in Repubblica in materia di Sport che sia fatta piena luce su questa bruttissima pagina, lesiva non solo dei Diritti delle persone ma anche dell’immagine del Paese fuori dai nostri confini.