Fornitura presidi medico sanitari, auspichiamo prevalga il buon senso

Una rappresentanza dell'Associazione ha preso parte nel primo pomeriggio di venerdì 23 Aprile ad una riunione d'urgenza del Gruppo di Lavoro e Coordinamento Servizi Disabilità in merito alle criticità emerse in ordine alla revisione della fornitura dei presidi medico sanitari, rispetto alla quale, dal nostro punto di vista, aldilà dei chiarimenti necessari, il punto cruciale è dare una risposta reale, certa ed efficace a chi si è venuto a trovare in forte difficoltà dalle decisioni intraprese.

Oltre ai componenti del Gruppo hanno partecipato alla riunione tra gli altri, il Segretario di Stato alla Sanità e Sicurezza Sociale Roberto Ciavatta, il Direttore Socio-Sanitario Dott. Sergio Rabini e il Direttore del Servizio Farmaceutico Dott. Rossano Riccardi.

Da un lato l'ISS ha cercato di spiegare, chiarire e difendere quanto è stato messo in atto e le conseguenti modificazioni poste in essere al Servizio Farmaceutico. Dal canto nostro, crediamo di aver ribadito in modo umile e rispettoso le forti perplessità e le serie preoccupazioni che sono state rappresentate all'Associazione da parte di alcuni utenti del suddetto Servizio e che abbiamo già sollevato e descritto nei comunicati precedenti.

Per quanto riguarda il punto nevralgico di cui in premessa, anche a fronte di precise domande di altri componenti il Gruppo, non si è chiarito su quali direttrici intenda muoversi il Servizio o debba attenersi l'utente in stato di bisogno, per cui quei nodi che noi consideriamo letteralmente vitali non sono stati certamente sciolti. Ma siccome in mezzo ad alcune narrazioni non del tutto convincenti è stata affermata a più riprese la garanzia che da queste nuove misure le persone fragili o con disabilità non subiranno penalizzazioni e siccome alimentare polemiche per il gusto di polemizzare è uno sport che non ci appassiona, è nostra volontà aspettare di vedere quali saranno le risposte alle richieste di aiuto da parte di quei soggetti fortemente in difficoltà in ragione della diminuzione e/o modificazione dei dispositivi medico sanitari erogati.

Il dato inconfutabile è che l’ISS ha deciso di rivedere tra i suoi vari centri di costo le spese per l’erogazione dei presidi medico sanitari; lo ha fatto legittimamente, in autonomia, copiando schemi del Nomenclatore italiano e li ha attuati nei modi quantomeno discutibili di cui abbiamo già scritto e detto.

Ora, piuttosto che assistere a polemiche poco costruttive o proclami poco credibili, il punto sul quale si sarebbe dovuto tener conto e dovrebbe seriamente interrogarsi la politica, è che in altri Paesi, inclusa l’Italia, esistono Fondi nazionali specifici per la non autosufficienza che hanno l'intento di fornire sostegno a persone con gravissima disabilità e ad anziani non autosufficienti al fine di favorirne una dignitosa permanenza presso il proprio domicilio evitando il rischio di istituzionalizzazione e per garantire loro l'attuazione dei livelli essenziali delle prestazioni assistenziali. Il problema è che tali risorse che, lo ricordiamo, sono aggiuntive rispetto alle risorse già destinate alle prestazioni e ai servizi ordinari, a San Marino non ci sono e non ci sono mai state, e i maggiori costi e le conseguenze derivanti da questa azione di revisione (in questo senso leggasi taglio) sono fatalmente a carico degli utenti e delle famiglie. Questo è il problema vero.

Auspichiamo, dunque, che prevalga il buon senso.

Nel frattempo continuiamo a dar voce alle segnalazioni che ci giungono e manterremo la mobilitazione “Aggiustiamo i Diritti", attiva e aperta a chi lo vorrà sostenere sino a quando i principi di appropriatezza cosiddetti, soddisferanno i livelli essenziali di assistenza. Tuttavia, ribadiamo la nostra costante disponibilità al dialogo perché crediamo che se le parti continuano a tirare verso di sé le estremità del nodo, questo difficilmente si scioglierà.

Siamo dell'avviso che questa brutta vicenda è e sarà comunque utile all'intera comunità per comprendere più a fondo il valore del rispetto, dell'uguaglianza e della solidarietà. Non solo, sino a quando il motto della Convenzione ONU sui diritti delle persone con disabilità “Nulla su di noi senza di noi” non verrà tenuto in considerazione in tutti quei processi decisionali dove queste persone risultano essere le dirette interessate, difficilmente si profilerà per loro un futuro felice, chiaro e inclusivo.