Convocazione Assemblea Generale dei Soci – Attiva-Mente


È convocata l’Assemblea Generale dei Soci di Attiva-Mente per il giorno:

📅 Giovedì 16 aprile 2026
📍 Sede Attiva-Mente – Via Fabrizio da Montebello, Gualdicciolo
🕣 Prima convocazione: ore 20.30
🕘 Seconda convocazione: ore 21.00

📝 Ordine del Giorno

🔹 Sessione ordinaria
Relazione del Presidente sull’attività svolta
Relazione del Collegio Sindacale al Bilancio Consuntivo 2025
Presentazione del Bilancio Preventivo 2026
Approvazione del Bilancio Consuntivo e Preventivo
Varie ed eventuali

N.B. Si ricorda a tutti i soci che se desiderano consultare o ritirare il bilancio di esercizio chiuso al 31/12/2025 prima dell’Assemblea possono farlo direttamente presso la sede.

L’Assemblea è un momento importante di confronto, condivisione e partecipazione alla vita associativa.

𝐑𝐞𝐥𝐚𝐳𝐢𝐨𝐧𝐞 𝐝𝐞𝐥 𝐏𝐫𝐞𝐬𝐢𝐝𝐞𝐧𝐭𝐞 – 𝐀𝐬𝐬𝐞𝐦𝐛𝐥𝐞𝐚 𝐒𝐨𝐜𝐢 𝐀𝐭𝐭𝐢𝐯𝐚-𝐌𝐞𝐧𝐭𝐞 𝟐𝟎𝟐𝟔

Cari amici, sostenitori e sostenitrici di Attiva-Mente,
ci apprestiamo a superare ben ventidue anni di attività e, se ci penso, fa quasi impressione. In tutto questo tempo, senza grandi mezzi e senza strutture particolarmente organizzate, siamo riusciti comunque a costruire un percorso fatto di idee, iniziative e prese di posizione. Un percorso che è riuscito almeno un pochino’ a scuotere il dibattito pubblico sammarinese sul tema della disabilità. E questo credo sia giusto scriverlo, non per vantarci, ma per avere consapevolezza del lavoro fatto.
L’anno che abbiamo attraversato non è stato solo un anno di attività. È stato, ancora una volta, un anno in cui Attiva-Mente ha scelto di non limitarsi a fare, ma anche a dire, a prendere posizione e, quando necessario, a disturbare. Abbiamo continuato a portare avanti iniziative nei nostri ambiti storici – cultura, sport e solidarietà – sempre con la consapevolezza che ciò non basta, se poi il contesto resta immobile. Per questo abbiamo rafforzato, ad esempio, il lavoro sulla Vita Indipendente, che resta la vera linea di confine tra una società inclusiva e una società che si limita a gestire la disabilità. Abbiamo promosso attività non solo dimostrative, ma capaci di smuovere coscienze, e abbiamo continuato a tenere alta l’attenzione su temi che spesso vengono evitati o trattati superficialmente. Perché oggi il rischio più grande non è l’attacco diretto ai diritti, ma qualcosa di più subdolo: l’abitudine, la normalizzazione, l’idea che ci si debba accontentare. E su questo noi, almeno io non di certo, non ci stiamo, non possiamo permetterci di stare zitti e annuire. I diritti sono diritti.
La nostra cartina di tornasole resta la Convenzione ONU sui diritti delle persone con disabilità. Una Convenzione che dobbiamo difendere e pretendere che venga attuata anche a San Marino, nel rispetto degli impegni presi con la ratifica del 2008. Ad oggi, però, è stato fatto poco. Spesso siamo gli unici a spronare politica e amministrazione e, non di rado, ci troviamo a supplire a ruoli e responsabilità che dovrebbero essere di altri soggetti deputati a questo istituzionalmente.
Lo snobismo e l’indifferenza, insomma, sono ancora molto presenti, ma questo non può diventare un alibi per mollare.
Anche perché il contesto internazionale non è rassicurante: i potenti della terra stanno progressivamente delegittimando le Nazioni Unite, disimpegnandosi e riducendo risorse. Questo è un tema nuovo, che presto nel nostor piccolo dovremmo sollevare e fare presente, ai cittadini e anche al nostro Governo. Perchè è una deriva pericolosa, perché senza regole condivise parlare di diritti rischia di diventare un esercizio vuoto. Noi alla Convenzione crediamo davvero, per noi è fondamentale....così come i tutti i diritti sono fondamentali per tutti.
Al fatto che ci teniamo, lo dimostriamo anche concretamente: tra pochi mesi, per esempio, alcuni di noi saranno a New York per la Conferenza degli Stati Parte della Convenzione....anche perché, e anche questo lo devo scrivere, vedere la sala piena di rappresentanti di tutto il mondo e il banco di San Marino vuoto è qualcosa che lascia molta amarezza.
A questo percorso si collega anche una scelta importante che abbiamo fatto lo scorso anno con l’aggiornamento dello Statuto. Non è stata una modifica formale, ma una scelta di identità: il passaggio da associazione sportiva, poi sportiva e culturale, a associazione per la Vita Indipendente. Una scelta costruita nel tempo e che oggi possiamo dire essere stata corretta. Non perché lo sport non sia importante, anzi, ma perché la Vita Indipendente è il contesto dentro cui tutto prende senso: dignità, libertà, diritti. E dentro questo contesto c’è spazio anche per lo sport, così come per lo studio, il lavoro e la vita sociale.
Allo stesso tempo, nel tempo abbiamo osservato un contesto sportivo sammarinese legato alla disabilità che presenta ancora alcune criticità, soprattutto sul piano della chiarezza, della condivisione e della capacità di coinvolgere in modo ampio e continuativo. Anche rispetto al nuovo corso del Comitato Paralimpico Sammarinese, attivo ormai da oltre un anno, non abbiamo ancora colto fino in fondo quei segnali di apertura e rinnovamento che ci si poteva augurare.
Lo diciamo senza spirito polemico e senza alcuna rivendicazione: non è una questione di riconoscimento nei nostri confronti, ma di risultati e di opportunità che rischiano di rimanere inespresse. In questi mesi non abbiamo visto svilupparsi in modo diffuso attività di promozione di attività agonistica paralimpica per TUTTE LE DISABILITA' o percorsi capaci di intercettare TUTTE le persone che potrebbero trovare nello sport una possibilità concreta di ripartenza. Ci sono giovani sammarinesi che, trovatisi improvvisamente in una condizione di disabilità, potrebbero incontrare nello sport una leva fondamentale. È proprio su questo che crediamo si possa e si debba fare di più, con uno sguardo il più possibile aperto e inclusivo.
È anche alla luce di questo che Attiva-Mente ha scelto di rafforzare la propria identità sulla Vita Indipendente. Perché il nostro compito non è presidiare uno spazio, ma provare a rispondere ai bisogni, anche quando questo significa cambiare direzione.
Sul fronte dello sport, forse oggi ha meno senso soffermarsi sulle criticità: le contraddizioni e le perplessità oggettive emergono con evidenza da sè, preferiamo concentrarci sulle proposte e le possibilità. Ci auguriamo sinceramente che il percorso intrapreso dal nuovo gruppo dirigente del CPS possa evolvere in una direzione finalmente diversa: saremo i primi a riconoscerlo e a sostenerlo. Ad oggi, nulla ci pare sia cambiato.
Guardando più in generale, invece, continuiamo a vedere un sistema che interviene sull’emergenza, sul singolo caso, sulla risposta immediata, mentre molto meno si lavora su una visione strutturale. E questo riguarda in modo particolare, ancora una volta, la Vita Indipendente, perché finché una persona con disabilità non è messa nelle condizioni reali di scegliere come vivere, dove vivere e con chi vivere, di avere il controllo delle decisioni che la riguardano, non possiamo parlare di piena inclusione. Possiamo parlare di assistenza, possiamo parlare di sostegno, ma non di diritti pienamente realizzati.
Ancora una volta siamo stati noi a portare questi temi sul tavolo senza giri di parole, da ultimo la questione del Progetto di Vita, che qualcuno descriveva come già attivo e funzionante. Quando invece non è così. Per niente.
Abbiamo inoltre rilanciato la necessità di costruire un coordinamento tra le associazioni, una voce comune capace di incidere davvero quando si parla di diritti. Le resistenze però restano e continuo a pensare che non siano tecniche ma culturali, perché fare rete significa inevitabilmente rinunciare a qualcosa in termini di visibilità, controllo, posizione. Senza questo passaggio continueremo ad essere tanti soggetti che fanno cose, ma raramente una forza capace di incidere davvero. Su questo aspetto, auspichiamo che il Consorzio Etico SM riuscirà a prendere forma concreta e allargarsi ulteriormente.
C’è poi un tema che non possiamo più ignorare, ed è quello della sostenibilità del volontariato. Le richieste aumentano, la burocrazia cresce, le responsabilità si moltiplicano e tutto questo si regge su persone, poche, che mettono a disposizione il proprio tempo libero. Così, nel lungo periodo, non può funzionare. Diventa frustante, talvolta avvilente, ed il rischio dietro l'angolo è quello che si sfaldi tutto.
Dobbiamo essere onesti anche sul rapporto con i soci, perché facciamo ancora fatica a mantenerlo vivo e strutturato. Non è solo un problema organizzativo, è anche un segnale su cui dobbiamo interrogarci. Capire se e dove dobbiamo migliorare.
Detto tutto questo però una cosa deve essere chiara: noi, nel nostro piccolo, abbiamo fatto. E come ho scritto all'inizio, in molte delle cose che oggi esistono o si muovono a San Marino c’è anche il contributo, diretto o indiretto, di Attiva-Mente. Non abbiamo mai preteso riconoscimenti, ma è giusto esserne consapevoli.
L’anno che abbiamo davanti sarà importante. Continueremo a sviluppare progetti sulla Vita Indipendente, sull’accessibilità, sulla cooperazione internazionale e sulla difesa dei diritti delle persone con disabilità. E continueremo a promuovere confronto, anche quando scomodo, perché il nostro compito non è solo partecipare, ma anche mettere in discussione.
Come ogni anno voglio ringraziare il Direttivo, i volontari, i soci, gli sponsor e le istituzioni che ci sostengono. So bene quanto sacrificio comporti tutto questo, quanto tempo venga tolto alla vita personale. Ma spero cresca sempre di più la consapevolezza di aver contribuito a un cambiamento culturale reale nel nostro Paese.
Attiva-Mente è e deve restare un’associazione libera: libera di proporre, libera di criticare, libera di dire anche cose scomode. Non siamo perfetti, sbagliamo, ma continuiamo a fare e continuiamo a crederci. E finché sarà così, ci saranno sempre le condizioni per costruire qualcosa che vada oltre l’assistenza e si avvicini davvero a una società più giusta.
Lascio spazio alla discussione.

Grazie a tutti.

Mirko Tomassoni