Il diritto di sapere ciò che ci spetta

In Italia, l’Agenzia delle Entrate ha appena pubblicato una nuova Guida alle agevolazioni fiscali per le persone con disabilità: un documento chiaro, aggiornato e accessibile a tutti, che si può consultare direttamente online, in un unico luogo, con tutte le norme, le agevolazioni, le procedure e la modulistica utili.

A San Marino, invece, per reperire informazioni analoghe dobbiamo accontentarci di schede sintetiche e pagine frammentate: una semplice sezione del sito dell’Istituto per la Sicurezza Sociale che rimanda a concetti generali, indicazioni scarne e nessun strumenti pratico o una guida dettagliata.

Questo divario non è un dettaglio, ma un problema concreto. Perché, invece di avere informazioni disponibili nella rete, chiare e facilmente consultabili, a San Marino si continua a seguire un modello che richiede di telefonare, prendere appuntamento, attendere risposte e sperare di trovare l’interlocutore corretto.
Ogni volta sembra di addentrarsi in un labirinto. Eppure, con un minimo di buona volontà, si potrebbe creare una piattaforma pubblica, aggiornata e facilmente consultabile, che raccolga in modo organico tutte le informazioni e permetta a chiunque di comprendere quali siano i servizi disponibili, le agevolazioni previste e il reale livello di assistenza spettante per diritto, senza lasciare spazio a incertezze, interpretazioni o discrezionalità.

Non è un’impresa impossibile: è anzitutto una scelta di responsabilità politica e amministrativa. Perché continua a prediligere un sistema così poco trasparente e, di fatto, anche escludente?

Da qualche parte abbiamo letto questa cosa che riteniamo debba far riflettere: C’è chi lavora per le persone con disabilità, c’è chi lavora con le persone con disabilità e c’è chi lavora grazie alle persone con disabilità. La differenza sta tutta nella parola responsabilità.
Chi lavora grazie alla disabilità difende la burocrazia.
Chi lavora per la disabilità gestisce ciò che esiste.
Chi lavora con la disabilità costruisce ciò che serve.

E tutto questo senza aprire il capitolo del Prontuario-Nomenclatore, perché il divario diventerebbe ancora più evidente e clamoroso. È un tema che non affrontiamo qui per non allargare troppo il campo, ma basterebbe metterlo a confronto con ciò che accade altrove per rendersi conto che non parliamo di dettagli tecnici: parliamo di diritti concreti, di accesso alle forniture, di strumenti, ausili e protesi medicali.

Il diritto di sapere viene prima del diritto di chiedere

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