Oltre i corpi: il diritto di essere, scegliere, desiderare
Ci sono temi che continuano ad abitare i margini del dibattito pubblico. Non perché siano meno importanti. Ma perché obbligano la società a guardarsi davvero allo specchio. Corpo, desiderio, sessualità, autodeterminazione, relazioni, libertà affettiva. Quando questi temi incontrano la disabilità, troppo spesso vengono ancora circondati da imbarazzo, silenzi, paternalismi o paure culturali difficili da scardinare.
È da questa consapevolezza che è nato “Oltre i corpi: il diritto di essere, scegliere, desiderare”, l’incontro pubblico promosso da Attiva-Mente in occasione della Giornata Europea per la Vita Indipendente. Una serata pensata non per provocare gratuitamente, ma per aprire uno spazio autentico di confronto su temi che riguardano profondamente la dignità, la libertà e la piena cittadinanza delle persone con disabilità.
Per chi desidera approfondire il progetto, il programma completo, gli ospiti e i contenuti legati all’iniziativa, è disponibile anche la pagina ufficiale dell’evento: Beyond Bodies – San Marino 2026. Parallelamente, abbiamo scelto di pubblicare anche un focus speciale dedicato a una delle domande centrali emerse durante il percorso di avvicinamento alla serata: Chi ha davvero accesso ai diritti?
Nei giorni precedenti all’evento ci siamo chiesti più volte quale fosse il vero senso di questa iniziativa. La risposta, forse, stava tutta in una domanda semplice ma scomoda: chi ha davvero accesso ai diritti? E chi invece continua ancora oggi a dover chiedere il permesso di esistere pienamente, di desiderare, di scegliere, di vivere relazioni e affettività senza sentirsi giudicato, infantilizzato o invisibile?
Abbiamo scelto di affrontare pubblicamente questi argomenti perché troppo spesso vengono lasciati ai margini del confronto sociale, culturale e persino istituzionale. Eppure parlare di diritti significa inevitabilmente parlare anche di corpo, identità, autodeterminazione, libertà relazionale e possibilità concreta di vivere la propria vita senza continue limitazioni culturali imposte dagli altri.
La presenza di ospiti autorevoli e profondamente coinvolgenti ha contribuito a creare un clima di ascolto autentico, umano e partecipato. Ingrid Thunem ha portato una testimonianza intensa e potente, intrecciando esperienza personale, diritti, corpo e libertà con grande sensibilità e lucidità. Allo stesso modo Sofia Righetti Nottegar ha offerto uno sguardo critico e profondo sulle narrazioni pubbliche legate alla disabilità, sui linguaggi e sugli stereotipi che ancora oggi influenzano il modo in cui la società guarda ai corpi e alle persone. A moderare il confronto è stata Maria Letizia Camparsi, accompagnando il dialogo con sensibilità, equilibrio e attenzione verso gli interventi del pubblico.
La serata è stata intensa, vera, a tratti anche scomoda. Ma proprio per questo necessaria. Gli interventi emersi dal pubblico hanno confermato quanto ci sia ancora bisogno di spazi in cui affrontare questi temi senza retorica, senza censura e senza paura di mettere in discussione modelli culturali che troppo spesso continuano a negare complessità, desideri e piena adultità alle persone con disabilità.
Desideriamo inoltre scusarci per alcuni inconvenienti tecnici che non ci hanno consentito di svolgere il dibattito esattamente come lo avevamo programmato, né di garantire collegamenti da remoto sempre stabili e fluidi come avremmo voluto. Stiamo già riflettendo su come migliorare ulteriormente questi aspetti organizzativi nelle prossime iniziative, affinché momenti così importanti possano essere seguiti e vissuti nel migliore dei modi anche a distanza.
Nonostante queste difficoltà, crediamo che il messaggio emerso sia arrivato con forza. Parlare di diritti significa parlare anche di corpi, libertà, relazioni, scelta e dignità. Significa smettere di raccontare le persone con disabilità come soggetti da proteggere o compatire, iniziando finalmente a riconoscerle come persone complete, complesse, adulte e pienamente titolari della propria esistenza.
Un grazie sincero va a tutte le persone presenti, agli ospiti intervenuti, a chi ha collaborato all’organizzazione della serata e a chi continua a credere che una società realmente inclusiva debba avere il coraggio di affrontare anche i temi che troppo spesso vengono lasciati ai margini del dibattito pubblico.
La strada verso una piena cultura dei diritti passa anche da qui. ❤️
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Intersezionalità: guida pratica per non lasciare indietro nessuno
Una risorsa internazionale realizzata da UN Women e UNPRPD – United Nations Partnership on the Rights of Persons with Disabilities, dedicata al tema dell’intersezionalità, dei diritti umani e delle discriminazioni multiple.
Il documento propone strumenti pratici, riflessioni e approcci utili per comprendere meglio come differenti forme di discriminazione possano intrecciarsi, con particolare attenzione ai diritti delle persone con disabilità e al principio del “Leave No One Behind”.




























