Torniamo a parlare del Protocollo aggiuntivo alla Convenzione di Oviedo: la battaglia entra nel vivo
Dopo la consueta pausa ferragostana, riprendiamo le nostre attività da un tema che, nei mesi scorsi, ha fatto discutere ed ha persino indispettito alcuni componenti del Comitato Sammarinese di Bioetica. Parliamo del progetto di Protocollo Aggiuntivo alla Convenzione di Oviedo, sul quale Attiva-Mente si è già esposta più volte, schierandosi al fianco di tante organizzazioni europee e internazionali impegnate nella tutela dei diritti delle persone con disabilità.
Si tratta dell’unico strumento internazionale giuridicamente vincolante in materia di protezione dei diritti umani nel campo biomedico. Dal 2014, il Consiglio d’Europa ha avviato un processo per regolamentare il trattamento e il ricovero coatti in psichiatria. Tuttavia, la proposta è stata fortemente criticata perché violerebbe i diritti umani, consentendo trattamenti involontari e ricoveri forzati, in contrasto con gli obblighi previsti dalla Convenzione ONU sui Diritti delle Persone con Disabilità (CRPD). Si rischia, inoltre, di consolidare l’istituzionalizzazione delle persone con disabilità e con problemi di salute mentale, favorendo un aumento delle pratiche coercitive nei servizi psichiatrici.
Un processo che chiama anche la Repubblica di San Marino a prendere posizione chiara e coerente.
Come ricordato in uno dei nostri precedenti interventi pubblici – “Alle porte dell’Europa: San Marino e la prova della coerenza” – non ci troviamo davanti a una questione tecnica o marginale, ma a un passaggio decisivo per i diritti delle persone con disabilità psicosociali e, più in generale, per il rispetto della CRPD.
La rete europea che da anni si oppone al Protocollo, ha recentemente diramato una comunicazione in cui si legge che, nonostante il periodo estivo, il Consiglio d’Europa sta continuando a lavorare per portare avanti il testo, che è stato trasmesso all’Assemblea Parlamentare del Consiglio d’Europa. La relativa Commissione per gli affari sociali, la salute e lo sviluppo sostenibile dovrebbe pronunciarsi il prossimo 4 settembre 2025, con un parere che sarà seguito da una votazione in plenaria per la sua adozione formale. Solo dopo questo passaggio, previsto entro la fine del mese, il Comitato dei Ministri prenderà la decisione finale sul destino del Protocollo.
Parallelamente, le più grandi organizzazioni partner come l’European Disability Forum e Mental Health Europe hanno intensificato le azioni di pressione politica, mantenendo alta l’attenzione con iniziative, audizioni pubbliche e dichiarazioni congiunte. Dopo oltre un decennio di advocacy, la battaglia entra davvero nel vivo e settembre si profila come un mese cruciale.
Attiva-Mente continua a dare voce a questa mobilitazione internazionale, invitando le istituzioni sammarinesi a prestare attenzione su questa vicenda e ad agire in coerenza con la CRPD ratificata dalla Repubblica. Il rispetto dei principi di dignità, libertà e autodeterminazione delle persone con disabilità non è una questione marginale e, soprattutto, non più eludibile.





