Eccellentissimi Capitani Reggenti,
Premesso che:
- la Repubblica di San Marino ha ratificato la Convenzione delle Nazioni Unite sui diritti delle persone con disabilità (CRPD), impegnandosi a garantire l’uguaglianza, la non discriminazione, l’autodeterminazione e il diritto a una Vita Indipendente delle persone con disabilità;
- con il Decreto Delegato 1 febbraio 2018 n. 14, il legislatore sammarinese ha introdotto, all’articolo 6, il Piano Individualizzato di Vita (PIV) quale strumento fondamentale per personalizzare gli interventi a favore delle persone con disabilità, superando approcci frammentati e meramente assistenziali;
l’articolo 6 del citato Decreto Delegato prevede espressamente che:
-il PIV sia elaborato dai referenti dei servizi sanitari e socio-sanitari, coordinati in team;
- sia garantita, ove possibile, la partecipazione diretta della persona con disabilità e della sua famiglia;
- il PIV sia finalizzato alla costruzione di un progetto di vita coerente con desideri, aspettative e obiettivi personali;
- sia assicurata, nell’ambito del sistema informativo sanitario, una “memoria” del PIV, al fine di garantire continuità, coordinamento e visione complessiva degli interventi;
Considerato che:
- il Progetto di Vita rappresenta oggi il perno centrale delle riforme sulla disabilità fondate sull’approccio dei diritti umani, così come delineato dalla CRPD, in particolare in relazione ai principi di autodeterminazione, partecipazione e Vita Indipendente;
- a livello internazionale ed europeo, il Progetto di Vita è riconosciuto come lo strumento essenziale per superare modelli assistenzialistici e settoriali, ponendo la persona con disabilità al centro delle decisioni che riguardano la propria esistenza;
- la recentissima riforma italiana in materia di disabilità, attuata nel 2024 mediante decreti legislativi adottati in attuazione della legge delega n. 227/2021, individua espressamente nel Progetto di Vita individuale, personalizzato e partecipato il fulcro dell’intero sistema di valutazione, sostegno e inclusione, confermando tale strumento come elemento strutturale e imprescindibile per l’effettiva attuazione della CRPD;
- tali sviluppi normativi confermano come il Progetto di Vita non costituisca una buona prassi facoltativa, bensì un diritto esigibile, strettamente connesso alla piena cittadinanza e all’uguaglianza sostanziale delle persone con disabilità;
Considerato altresì che:
- a distanza di diversi anni dall’entrata in vigore del Decreto Delegato 1 febbraio 2018 n. 14, il Piano Individualizzato di Vita risulta, nella pratica, non pienamente e uniformemente attuato sul territorio della Repubblica;
- l’elaborazione del PIV non appare garantita in modo sistematico per tutte le persone con disabilità, né risultano definiti tempi certi, procedure omogenee e responsabilità chiaramente individuate;
- in numerosi casi, gli interventi continuano a essere frammentati e prevalentemente di natura sanitaria o assistenziale, senza una reale integrazione socio-sanitaria e senza una visione unitaria del progetto di vita della persona;
- la partecipazione attiva della persona con disabilità alla definizione del proprio PIV non risulta sempre assicurata, in contrasto con i principi di autodeterminazione sanciti dalla CRPD e dallo stesso Decreto Delegato n. 14/2018;
- l’assenza di una piena e sistemica attuazione del PIV rischia di trasformare un diritto formalmente riconosciuto in un’opportunità aleatoria, dipendente dalla discrezionalità dei singoli servizi anziché da un sistema di garanzie effettivamente esigibili;
Ritenuto che:
- il PIV costituisca uno strumento centrale e imprescindibile per rendere effettivo il diritto alla Vita Indipendente, alla partecipazione sociale e alla piena cittadinanza delle persone con disabilità;
- senza un PIV realmente partecipato, coordinato e aggiornabile, ogni politica sulla disabilità rischia di rimanere frammentaria, inefficace e distante dai principi dei diritti umani;
- la piena attuazione del PIV rappresenterebbe un passo concreto e coerente con gli impegni internazionali assunti dalla Repubblica di San Marino;
Tutto ciò premesso e considerato, si chiede:
che il Consiglio Grande e Generale impegni il Congresso di Stato, attraverso le Segreterie di Stato competenti, ad adottare e rendere operative le misure necessarie per l'effettiva implementazione del Piano Individualizzato di Vita, trasformandolo da previsione formale a strumento concreto di autodeterminazione, dignità e piena cittadinanza, in linea con i più avanzati standard internazionali sui diritti umani delle persone con disabilità.
Con osservanza.
Seguono firme





