CRPD, articolo 11
La Convenzione ONU richiede protezione e sicurezza delle persone con disabilità nelle situazioni di rischio, comprese emergenze umanitarie e disastri naturali.


Uno spazio divulgativo per rendere più accessibili prevenzione, informazione, comunicazione e partecipazione nelle situazioni di rischio.
La base del progetto
Due riferimenti internazionali tengono insieme tutto il percorso: proteggere le persone nelle situazioni di rischio e progettare prevenzione, preparazione e resilienza in modo inclusivo.
La Convenzione ONU richiede protezione e sicurezza delle persone con disabilità nelle situazioni di rischio, comprese emergenze umanitarie e disastri naturali.
Il quadro ONU per la riduzione del rischio di disastri orienta il progetto: capire il rischio, rafforzare governance e preparazione, investire nella resilienza.
Capire prima di agire
Il cambiamento climatico modifica alcuni pericoli e può amplificare effetti a cascata. Le conseguenze dipendono anche da esposizione, barriere, risorse e continuità dei servizi.
Informazioni e strumenti per prepararsi con calma e orientarsi verso le fonti ufficiali quando un evento è in corso.
La parte pratica del progetto
“Emergenza senza barriere” traduce il rapporto fra clima, disabilità e rischio in preparazione personale, comunicazione accessibile, rispetto dell’autonomia e conoscenza del territorio.
La conoscenza diventa utile quando aiuta a fare scelte realistiche: conoscere gli scenari, preparare un piano personale, riconoscere le barriere e sapere dove verificare le informazioni.
Bisogni, supporti, contatti e alternative raccolti con calma.
Caldo, piogge, blackout, aria e terremoto spiegati con chiarezza.
Osservare ostacoli, risorse e percorsi alternativi senza localizzare persone.
Distinguere divulgazione, indicazioni operative e documenti originali.
